AlimentazioneAllergie in pillole - istruzioni per l'uso

Allergie alimentari e anafilassi

A cura del Dott. Giovanni Cavagni, allergologo pediatra

Che cos’è l’allergia?

L’allergia è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive portate da particolari anticorpi (reagine o IgE) nei confronti di sostanze abitualmente innocue come ad esempio alimenti normali come latte di mucca, uovo o pollini o peli di gatto,ecc.

Cos’è l’allergia alimentare?

Si parla di allergia alimentare quando è dimostrabile un meccanismo immunologico (o questo sia fortemente sospettato); in particolare quello che coinvolge reazioni IgE mediate: immunoglobuline E, presenti nelle mucose, si legano all’alimento allergizzante e scatenano la reazione a livello degli organi interessati.
Potenzialmente tutti gli alimenti possano causare reazioni allergiche, ma le proteine del latte, dell’uovo, del grano e del pesce sono quelle più frequentemente responsabili nel nostro paese delle forme allergiche nei primi anni di vita. La frequenza dell’allergia alimentare grave (anafilassi) viene stimata orientativamente pari a circa 10-15 casi/100.000 bambino/anno.

L’anafilassi è un evento raro ma pericoloso ed é definito come “una grave reazione allergica, immediata, sistemica, IgE-mediata, che interessa almeno due organi o apparati – cutaneo, gastrointestinale, respiratorio, cardiovascolare, neurologico – in rapida sequenza, potenzialmente letale”.  I sintomi, la cui velocità di insorgenza è direttamente proporzionale alla loro drammaticità, compaiono in un lasso di tempo variabile da pochi minuti a  un massimo di due ore dall’ingestione e talora anche dal solo contatto cutaneo o dalla sola inalazione di particelle allergeniche aerodisperse.
Il coinvolgimento dell’apparato respiratorio e cardiovascolare conferisce maggiore gravità alla reazione allergica, determinando pericolo di vita. Le reazioni allergiche inizialmente più lievi possono, tuttavia, evolvere in forme di maggior severità.

Qual è la corretta alimentazione?

Nel bambino con grave allergia alimentare l’alimentazione corretta consiste nell’esclusione rigorosa e controllata dell’alimento in causa ma equilibrata e varia.
È necessario che sia garantita l’assoluta mancanza di contaminazione con l’alimento allergenico delle mani di chi manipola gli alimenti e di chi prepara i pasti, dei piani di lavoro e degli utensili che devono essere specificamente dedicati alla preparazione del “pasto sostitutivo”; il personale scolastico deve controllare attentamente che il bambino allergico assuma solo gli ali-menti previsti per la sua dieta personale.

Cosa può accadere a causa dell’allergia alimentare?

Anafilassi

Se involontariamente o per distrazione  o per contaminazione non segnalata il bambino mangia l’alimento a cui è allergico si attiva la reazione anafilattica con una liberazione massiva di istamina che può raggiungere tutti gli organi compresi quelli vitali.
L’anafilassi si presenta rapidamente. È quindi importante riconoscere i segni caratteristici quali:

  • orticaria, angioedema e prurito
  • nausea, vomito, dolori addominali, diarrea
  • rinite, stanutazione naso chiuso
  • dispnea, broncospasmo, edema della glottide, senso di soffocamento
  • mal di testa e vertigini
  • poliuria
  • pallore, cardiopalmo, ipotensione, svenimento, shock ipovolemico

Terapia dell’anafilassi

I soggetti a rischio di anafilassi devono sempre tenere a disposizione come pronto soccorso:

  • adrenalina (fiala da 1 ml intramuscolo o in penna autoiniettante)
  • antistaminico endovena o intramuscolo
  • corticosteroidi  endovena o intramuscolo
  • beta2-agonisti a breve durata di azione (salbutamolo)

Oggigiorno la penna autoiniettante adrenalina è il più facile strumento per impedire l’evoluzione rapida dei sintomi di anafilassi e impedire lo shock o la grave ostruzione delle vie respiratorie.

Cosa fare subito

  • non lasciare mai solo il bambino
  • chiamare immediatamente il 118
  • se i sintomi sopra descritti si succedono rapidamente eseguire la dose di adrenalina consigliata dal medico e ripeterrla ogni 10 minuti sino a quando la pressione si normalizza
  • si somministra antistaminico e steroidi per via sistemica alla dose prescritta dal medico

La maggior parte dei bambini si accorge quando sta per comparire una razione anafilattica, e quindi attivarsi al primo richiamo del bambino

Una novità terapeutica: la desensibilizzazione

La terapia della allergia alimentare consiste nella completa esclusione dell’alimento dalla dieta del bambino.
Tuttavia, in casi selezionati per la persistenza della sintomatologia, considerato che con il passare del tempo aumenta anche la possibilità di una involontaria assunzione dell’alimento, che potrebbe esporre il bambino al rischio di una inaspettata reazione allergica grave, per questo si può proporre di effettuare un terapia desensibilizzante.
Questa terapia, anche se ancora sperimentale ma ormai ampiamente collaudata, consiste nel somministrare l’alimento “nocivo” in dosi progressivamente crescenti, molto lentamente e cominciando con dosi molto basse tollerate. Il tutto avendo a disposizione tutti i consigli e i farmaci utili per sedare l’insorgenza di una possibile reazione allergica o anafilattica.

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