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Celiachia, i Sintomi negli Adulti

 

Il glutine è la parte proteica presente in alcuni cereali. Per un errore genetico, il sistema immunitario lo combatte con risultato che i villi intestinali (strutture allungate che permettono l’assorbimento delle sostanze nutritive) si appiattiscono non assimilando più a sufficienza sostanze indispensabili all’organismo quali: vitamine, zuccheri, proteine, ferro e minerali, grassi, ecc…

La celiachia non è ereditaria ma la predisposizione a questa sì ed è molto frequente. Esistono eventi che possono conclamarla anche durante l’età adulta:

  • Stress
  • Gravidanza
  • Interventi chirurgici
  • Infezioni, ecc…

 

Questa malattia è conosciuta da quasi 2000 anni e può provocare danni anche irreversibili. E’ possibile effettuare esami appositi per scoprire se si abbia o meno il gene difettoso in modo da potere controllare i propri valori ematici ogni paio di anni.

 

Se trascurata, può portare a:

  • aborto e malformazioni congenite
  • inibizione della crescita del bambino
  • convulsioni o epilessia
  • linfoma e cancro intestinale
  • osteoporosi
  • malattie autoimmuni anche gravi (lupus, diabete, ecc…)

 

DIAGNOSI

Diagnosticare questa alterazione è particolarmente difficile in quanto la sintomatologia è comune a molteplici stati, infezioni, ecc…

Troviamo:

  • dolori addominali ricorrenti
  • meteorismo
  • diarrea cronica
  • feci chiare
  • perdita di peso
  • anemia
  • ulcere nella bocca
  • dermatiti
  • modifiche nel colore dei denti
  • dolori alle ossa, insensibilità e crampi a braccia e gambe
  • irritabilità e cambiamenti comportamentali
  • stanchezza
  • irregolarità del ciclo mestruale

Particolare attenzione deve essere prestata al non confondere la celiachia con l’intolleranza al glutine: i sintomi sono gli stessi ma l’intolleranza è una condizione destinata a sparire con un pio di mesi di dieta depurativa.

 

In caso di famigliarità, la mappatura genetica diventa un buon punto di partenza per la diagnosi. Seguiranno la conta degli anticorpi specifici per “l’attacco al glutine” (immunoglobuline IgA ed IgG e tTG) ed un esame istologico delle cellule intestinali tramite biopsia.

 

RIMEDI

Si stanno studiando quali parti del glutine scatenano la risposta immunitaria dell’organismo al fine di potere lavorare su una sorta di vaccino come prevenzione a questa condizione fin troppo comune (1 persona su 150) o su un medicinale da assumere prima dei pasti.

Al momento, l’unica soluzione è l’esclusione del glutine dalla dieta.

A seconda del grado di sensibilità alla proteina, potrebbe addirittura essere necessario

  • utilizzare pentole e stoviglie nuove mai state a contatto con essa e
  • controllare accuratamente i cibi acquistati in modo che non esista possibilità di contaminazione incrociata con alimenti non adeguati ai soggetti celiaci.

I cibi senza glutine vengono segnalati con una spiga barrata sulla confezione e quelli specifici sono acquistabili anche in farmacia in esenzione ticket.

 

Non dare mai nulla di scontato! Un esempio pratico: pop-corn (concessi ai celiaci) della stessa marca ma in busta da 250 grammi ed in busta da 500 grammi. Sono prodotti in stabilimenti diversi quindi: uno è sicuro mentre l’altro ha probabilità di contaminazione incrociata. Un buon dietologo sarà in grado di fornirvi marche è pezzature per ogni tipo di cibo concesso o non.

 

La privazione di questo elemento non ha alcuna conseguenza sull’organismo ed è sufficiente fare un giro in un supermercato per rendersi con che enorme quantità di cibi gluten-free ci sono a disposizione. Inoltre, sempre più ristoranti attenti a questa condizione forniscono menù diversificati per una serata con amici.

 

 

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