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Cistite acuta non complicata

Un disturbo molto comune e diffuso tra le donne sessualmente attive è sicuramente la cistite: specialmente durante il periodo estivo, questa patologia infiammatoria tende ad avere un’incidenza più alta tra la popolazione femminile.

La cistite (in termini medici indica un’infiammazione a carico della vescica e delle vie urinarie) si manifesta con forti dolori al basso ventre, bruciori, frequente stimolo ad urinare e difficoltà durante la minzione; talvolta può comparire febbre alta (oltre i 38 °, nausea e vomito).

Nella maggior parte dei casi, le cause della comparsa della cistite sono da rilevare nella presenza di un ristretto numero di batteri, tra cui in netta maggioranza vi rientrano sicuramente il batterio l’E. coli (80%) e lo Stafilococcus saprofiticus (5-15%).

Si ritiene che la terapia antibiotica possa essere iniziata, una volta rilevati i sintomi cistitici ed il reperto leucociturico (strisce reattive positive per esterasi leucocitaria), anche senza previa urinocoltura. In tali condizioni le linee guida raccomandano regimi terapeutici di breve durata (variabili da 3 a 5 giorni, a seconda del farmaco scelto), che risultano efficaci quanto i trattamenti più prolungati (7 giorni) con il vantaggio di una minore incidenza di effetti indesiderati e costi più contenuti.

Per la terapia della cistite acuta non complicata non dovrebbero essere  impiegati i fluorochinoloni per la loro propensione a sviluppare antibioticoresistenza.

Per il trattamento della cistite acuta il farmaco di prima scelta è la nitrofurantoina monoidrato/macrocristalli 100 mg x 2/die per 5 giorni (il farmaco non deve essere utilizzato in caso di sospetta pielonefrite).

Nelle donne in gravidanza, in cui la scelta degli antibiotici dovrà essere nei limiti delle possibilità cliniche spostata oltre il terzo mese di gravidanza per evitare rischi per il feto, il trattamento della cistite acuta deve essere preceduto da un esame urocolturale.

In attesa dell’esito dell’urinocoltura, potrà essere intrapresa una terapia empirica di 7 giorni con nitrofurantoina (da non impiegare nel terzo trimestre) o amoxicillina + ac. clavulanico o cefalosporine di I o II generazione. La terapia andrà opportunamente modificata sulla base della risposta clinica ed in accordo con le indicazioni dell’antibiogramma. Trascorsi 7 giorni dal termine dell’antibioticoterapia, viene raccomandata una urinocoltura di controllo per confermare l’avvenuta eradicazione del germe.

Estratto da “Infezioni delle vie urinarie nell’adulto”
Prof. Giovanni Garini, Specialista in Medicina Interna e Nefrologia

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