Ginecologia

Incontinenza Urinaria Femminile, curala con Juliet

Il sangue arriva ai reni che hanno il compito di depurarlo filtrando tutte le sostanze non necessarie al nostro organismo; queste vengono, poi, convogliate alla vescica (sacchetto muscolare in grado di contenere fino a mezzo litro di urina). Quando quest’ultima si riempie per metà, segala al cervello la necessità di “fare pipì”. Il liquido defluisce, quindi, attraverso l’uretra per essere espulso.

Gli sfinteri (formazioni ad anello adibiti all’apertura o alla chiusura di un orifizio) vengono mantenuti chiusi da dalla muscolatura del pavimento pelvico: se questa si indebolisce, sono sufficienti una risata, un colpo di tosse, il sollevamento di un peso o una corsa per provocare delle perdite.

 

QUALI SONO LE CAUSE CHE PORTANO ALL’INCONTINENZA?

Nella donna l’incontinenza urinaria ha cause abbastanza specifiche

  • La gravidanza ed il parto sottopongono il corpo ad una serie di trasformazioni fisico/ormonali a causa delle quali l’incontinenza urinaria diventa un effetto collaterale.

La pressione esercitata sulla vescica dall’utero e gli sforzi del parto possono ridurre l’efficienza dei muscoli pelvici facendo perdurare questo disturbo anche per anni.

L’incontinenza durante la gestazione, invece, è normalmente causata da un’alterazione ormonale temporanea.

  • Durante la menopausa, si registra un calo di estrogeni che provoca uno spostamento della posizione della vescica con conseguente riduzione dell’efficacia dei muscoli che la tengono chiusa.
  • I chili in eccesso possono esercitare un ulteriore pressione sui muscoli pelvici.
  • Infarto, demenza o diabete sono spesso causa dell’incontinenza “di origine traumatica” che si conclama o con un’interferenza neurologica che impedisce il passaggio dei segnali corretti tra cervello e vescica o con l’incapacità di registrare tali segnali.

Le conseguenze possono essere:

  • una vescica iperattiva con necessità di urinare spesso o
  • una vescica pigra con uno svuotamento non efficiente che provocherà perdite.
  • Parkinson, Alzheimer, spina bifida, sclerosi multipla o danni cerebrali in genere possono influire sulla comunicazione fra cervello e vescica.
  • Alcuni farmaci possono avere, come effetto collaterale, proprio l’incontinenza. In questo caso, è meglio parlarne con il proprio medico per valutare la possibilità di cambiare terapia farmacologica.
  • Infezioni ricorrenti alle vie urinarie possono provocare un’ipersensibilità vescicale: la vescica invia al corpo segnali di urgenza per lo vuotamento anche se non è completamente piena.

 

COME RISOLVERE IL PROBLEMA DELL’INCONTINENZA FEMMINILE?

Ad ogni causa la propria terapia farmacologica o chirurgica.

In linea di massima, molto utile si è dimostrata la “ginnastica del pavimento pelvico”. Il ginecologo sarà in grado di proporre gli esercizi più validi caso per caso che consistono, prevalentemente, nel fingere di trattenere e rilasciare la pipì.

 

Un nuovo sistema rivoluzionario è Juliet. Si tratta di un trattamento che richiede meno di 15 minuti, non necessita di anestesia e non ha effetti collaterali con remissione dei sintomi già dopo la prima volta.

Il ginecologo inserisce in vagina manipolo che ne irradia le pareti con un laser a luce pulsata permettendo una rigenerazione a livello cellulare delle pareti vaginali e dei muscoli del pavimento pelvico. Il ripristino del metabolismo del tessuto connettivo, attraverso la stimolazione della produzione di nuovo collagene, porterà ad un miglioramento del trofismo della mucosa e del tono del muscolo pelvico rafforzando il tessuto vaginale.

Molte donne non amano parlare di questi problemi o li considerano tappe inevitabili ma l’incontinenza urinaria (specie se “da sforzo”) è un disturbo che affligge circa il 30% delle donne specie dopo il primo parto: vale la pena farne una chiacchierata.

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