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Allarme obesità: cosa fare per combatterla

Articolo a cura del Dott. Pietro Setti, specialista in chirurgia generale

obesitàNegli ultimi cinque anni i pazienti in grave sovrappeso sono aumentati del 9% e proprio all’obesità sono attribuiti 52mila decessi all’anno.

L’obesità rappresenta un problema sanitario di crescente e pressante gravità. La percentuale dei soggetti in sovrappeso è di circa il 35%, mentre la percentuale dei soggetti obesi è di circa il 10%. L’andamento è in preoccupante aumento se si considera che il numero degli obesi dal 1994 a oggi è cresciuto del 25% e che ad aumentare non è tanto il numero dei soggetti in sovrappeso quanto quello dei pazienti obesi. Non da ultimo, si registra il record europeo di bambini e adolescenti in sovrappeso (il 36%) e obesi (il 10-15%).

L’obesità incrementa in modo significativo la morbilità e la mortalità: è stato dimostrato, infatti, uno stretto rapporto tra obesità e diabete mellito di tipo II, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia e ipertensione arteriosa. Non solo, da segnalare anche le vascolopatie e le cardiopatie, le pneumopatie, le artropatie, la calcolosi della colecisti e alcune neoplasie. Ad eccezione delle neoplasie, queste patologie migliorano sostanzialmente e spesso guariscono completamente riportando il peso negli ambiti della normalità o anche riducendolo in modo significativo. Le priorità assolute sono due: la prevenzione e la cura dei casi esistenti.

La prevenzione è basata sulla modificazione dello stile di vita in riferimento alla dieta e all’attività fisica. Per quanto riguarda la dieta è importante abolire il consumo di alimenti ad alta densità energetica ma di basso valore nutrizionale; l’attività fisica, invece, deve essere compatibile con le condizioni cliniche del paziente. L’intervento integrato potenzia l’efficacia delle singole componenti.

La cura, in assenza di farmaci di provata efficacia, è chirurgica con due tipi d’intervento: quelli che limitano l’introduzione del cibo e quelli che limitano l’assorbimento di energia. Un ruolo a parte ha il pallone intragastrico, inizialmente usato per indurre un calo ponderale preparatorio all’intervento chirurgico, ma attualmente, grazie ai nuovi presidi, associato solo alla modificazione dello stile di vita con buoni risultati.

Estratto da “Il Magazine del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati” Aprile 2014

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