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Questione di naso – a cura di Luca Banchini, Otorino

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Articolo a cura di Luca Banchini, otorino

Endoscopia e citologia nasale. Sono queste le due armi principali per prevenire la comparsa della rino sinusite, dolorosa e difficile da sconfiggere. Attenzione, quindi, ai primi sintomi e a qui piccoli gesti quotidiani che possono essere un valido aiuto per combattere la cronicizzazione di questa fastidiosa malattia.
Sinusite addio. Almeno a parole, perché ora questo termine medico, salvo rare eccezioni (come le forme oncologiche, micotiche o odontogene che possono nascere all’interno del seno), si è sostituito quello di “rino siunisiti”. Questo vuol dire che il processo sinusitico è sempre una conseguenza ed è legato a quello patologico che nasce nel naso.

Andando incontro al cambiamento climatico della stagione autunnale e invernale, il naso ne risente: smette di funzionare e s’interrompe quel meccanismo chiamato “clearance mucociliare” che serve a pulirlo. Di conseguenza, le secrezioni normalmente presenti nelle fosse nasali non riescono a essere eliminate, si accumulano e si blocca l’ostio dei seni, dando inizio al processo sinusitico.

Ovviamente è molto più facile prevenire la formazione di una sinusite piuttosto che curare una sinusite acuta, determinata da materiale muco purulento bloccato dentro i seni.
Una buona prevenzione si fa mantenendo in funzione la clearance mucociliare. Il ruolo del medico otorino rinologo è innanzitutto capire se ci sono particolari malattie nel naso, attraverso una visita standard macroscopica del naso, dalla endoscopia alla citologia nasale. Le patologie che si possono più facilmente riscontrare con una prima visita e con la endoscopia sono i raffreddori comuni, le forme virali o batteriche, le deviazioni del setto nasale, come pure le neoformazioni adenoidee o polipoidi.

Tramite la citologia nasale, invece, si può effettuare un brushing, ossia un grattamento della mucosa nasale per poterne studiare le cellule. Questo metodo consente di scoprire un elevato numero di disturbi, come per esempio le allergie, spesso sconosciute perché l’individuo non sa di esserne soggetto. Una metodologia importante, in particolare in questi ultimi anni in cui si è registrato un forte aumento di queste patologie. Ognuna esige un trattamento specifico, per questo è fondamentale intervenire in modo tempestivo: curarla in tempo significa evitare sinusiti acute, complicanze, recidive che possono essere molto dolorose e assai più complesse da recuperare e da debellare.

I primi segni di una disfunzione nasale sono la difficoltà respiratoria, il prurito, la rinorrea acquosa (ovvero acqua che cola dal naso) e orecchie chiuse, oltre a senso di pesantezza sul viso e in testa, calo dell’olfatto, tossi continue o ricorrenti e frequenti mal di gola. Insomma, un bel mix da prevenire.
Anche i sintomi della sinusite acuta si riconoscono facilmente. Primo campanello d’allarme è la difficoltà respiratoria. Poi, un dolore facciale forte, continuo e localizzato sopra, in mezzo e sotto agli occhi. Oppure una rinorrea purulenta che si traduce in costante bisogno di soffiarsi il naso e anche nella produzione di materiale muco purulento di colore giallo-verde o marrone, accompagnato da febbre, difficoltà a concentrarsi e disturbi del sonno.

A livello preventivo si cerca di tenere in buona funzione il naso, attraverso un’accurata igiene fatta di frequenti pulizie e lavaggi nasali. Molto importante può essere un soggiorno in una località marina e qualora non coesistano allergie nasali si può procedere anche con le cure termali, vari a dire inalazioni e docce nasali.

La citologia nasale è in grado di evidenziare da subito malattie allergiche nascoste e il trattamento di queste con spray nasali evita il cronicizzarsi della patologia rinosinusale. La diagnosi delle malattie croniche si fa, invece, con esami strumentali come tac o risonanza magnetica senza il mezzo di contrasto. Una volta manifestatasi la sinusite acuta, è necessario intervenire con un trattamento steroideo, sia topico sia per bocca. Nelle forme più avanzate bisogna aggiungere l’antibioticoterapia; in rari casi si rende necessario il trattamento chirurgico.

Estratto da “Il Magazine del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati” 

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