Dermatologia

Dalla ricerca dermatologica al moderno trattamento delle malattie della cute (2)

A cura del Dott. Giuseppe De Panfilis, Direttore Clinica Dermatologica Università di Parma

Progressi in prevenzione

I più importanti progressi nel campo della prevenzione di malattie dermatologiche riguardano le malattie infettive della cute e le malattie sessualmente trasmissibili. Mentre, da un lato, sembra si debbano per ora considerare improponibili sia un trattamento preventivo per la pediculosi, sia la prevenzione anti-herpes nei neonati, dall’altro lato sembrano incoraggianti, al contrario, i dati relativi alla prevenzione di due importanti malattie virali sessualmente trasmissibili:

  1. per quanto attiene alla prevenzione della trasmissione dell’HIV, questa pare possibile da realizzare, al contrario di quanto accadeva in un recente passato, attraverso l’utilizzazione , messa a punto in Sud Africa, di un gel al tenofovir 1%;
  2. i risultati di uno studio multicentrico riguardante una vaccinazione contro il HPV16 proposta a donne portatrici di neoplasia intraepiteliale della cervice uterina sembra aprire la strada alla possibilità di vaccinazioni su larga scala in pazienti affetti da tumori cutanei indotti da virus.

Nuove terapie per le malattie cutanee

Negli ultimi anni il progresso maggiore raggiunto nei confronti delle classiche terapie dermatologiche praticate nel passato millennio riguarda la forte tendenza a individuare terapie dermatologiche non più generiche ma, piuttosto, specifiche e mirate verso una determinata malattia, ovvero verso particolari manifestazioni di una malattia, ovvero verso le particolari caratteristiche assunte dalla malattia nei singoli pazienti. Questi progressi già ora riguardano un gruppo importante di malattie, prime fra tutte la psoriasi, la dermatite atopica, talune gravi malattie allergiche, i tumori epiteliali della cute e, soprattutto, il melanoma.

Le conquiste della ricerca scientifica hanno recentemente consentito, innanzitutto, di mettere a punto alcuni trattamenti mirabilmente specifici nella terapia della psoriasi. Ad esempio, alcuni agenti farmacologici, definiti “biologici”, sono risultati, ovvero stanno risultando, capaci di bloccare alcune vie molecolari ben individuate, in grado di favorire lo sviluppo della malattia: tali agenti, quali quelli “anti-TNFα”, “anti-IL-12/IL-23”, “anti-IL-17”, “anti-p-19”, hanno già determinato, ovvero stanno determinando, formidabili risultati terapeutici. Io devo confessare, tuttavia, che personalmente temo la possibilità d’insorgenza di effetti collaterali, soprattutto a lungo termine, potenzialmente realizzabili ad opera di agenti capaci di determinare effetti così profondi su vie molecolari biologiche così basilari.

Share: