Benessere

Il ronzio fantasma

Articolo a cura di Marco Lugli e Stefano Parmigiani, ricercatore e professore del Dipartimento di Neuroscienze

article_mal_di_testa_cefalea_20130402145322È una percezione acustica non organizzata avvertita dal soggetto ma non realmente prodotta da alcuna sorgente sonora esterna. Le cure inutili e illusorie sono tante. Tranne una: la WST, “Windowed Sound Therapy”, targata università di Parma.

Fischi, ronzii, fruscii, crepitii, soffi, pulsazioni: recenti studi epidemiologici hanno messo in evidenza come l’acufene sia un disturbo frequente. Il 20% della popolazione ne ha esperienza, spesso con forti ripercussioni sulla qualità della vita (nel 5% dei casi invalidante) generando depressione, stati di ansia e di panico, insonnia e serie difficoltà nell’affrontare la vita quotidiana.

L’acufene, o tinnus, è un disturbo caratterizzato dalla percezione di suoni non legati a stimoli esterni, che possono essere costanti o intermittenti, deboli o molto forti. Chi ne soffre viene spesso sottoposto a terapie illusorie, di nessun effetto, o viene invitato a rassegnarsi alla convivenza con questi suoni fantasma.

Con il gruppo di ricerca del Dipartimento di Otorinolaringoiatria dell’Università di Parma abbiamo cercato di superare i limiti dei rimedi precedenti mettendo a punto una nuova terapia che prevede la stimolazione acustica con rumore bianco, ovvero privato delle frequenze corrispondenti alla regione dell’acufene.

A differenza di altre terapie acustiche, quali la TRT (Tinnitus Retraining Therapy), questo non sottopone il soggetto a frequenze dell’individuo, bensì a tutte le altre. Così facendo si ottiene un triplice effetto: si distrae il paziente dal rumore percepito, si mette a riposo acustico la regione dell’acufene attraverso la creazione di una finestra silente e, infine, si stimolano le popolazioni neuronali circostanti. Quest’ultimo aspetto è tra i più importanti. Questa attività potrebbe risultare davvero efficace nel ridurre le alterazioni nelle aeree della corteccia cerebrale in cui si sviluppa la sensazione dell’acufene. Per riassumere: anziché agire direttamente sul fischio si distrae il paziente sottoponendolo a suoni diversi, inconsapevolmente più piacevoli e, a medio-lungo termine, terapeutici.

Un’efficace terapia, dunque, la WST, acronimo di “Windowed Sound Therapy”, che tradotto sta per terapia acustica fenestrata. Si è notato, in seguito, che anche i rumori naturali, come quello della pioggia, simulano il rumore bianco ma hanno una modulazione in frequenza e un’ampiezza più “naturale”. Per questo sono maggiormente tollerati dai pazienti e sembrano essere ancora più efficaci, una volta fenestrati secondo il principio della WST. Superato il test del controllo sperimentale, chi è stato trattato con questa innovativa terapia ha dimostrato, mediamente, un miglioramento nel disturbo pari al 40%, mentre la scomparsa del sintomo si è verificata in circa un quarto dei pazienti trattati.

Estratto da “Il Magazine del Poliambulatorio Dalla Rosa Prati” Luglio 2014

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