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Sigaretta elettronica, è pericolosa per la salute?

Articolo a cura del Dott. Luigi Fecci, pneumologo

Alcuni giorni fa i giornali hanno riportato la notizia che un giovane di Genova si è ferito alle mani e al volto in seguito all’esplosione di una sigaretta elettronica, mentre a Torino sono state sequestrate 6676 ricariche per sigarette elettroniche con etichette non conformi alle disposizioni di legge.
Più o meno negli stessi giorni i quotidiani riportavano un comunicato del Ministero della Salute che metteva in guardia dai rischi dell’uso di questo tipo di sigarette. Se si esegue una ricerca su internet si trova un numero elevatissimo si siti che riportano notizie, spesso discordanti, ma quasi sempre volte ad aumentarne il consumo.

Vediamo allora di fare il punto della situazione, facendo riferimento a fonti sicure come il Ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, gli organismi europei di controllo della salute e la US Food and Drug Administration, che vigila sulla sicurezza di cibi e medicinali negli Stati Uniti.

Le sigarette elettroniche, o ENDS (Electronic Nicotine Delivery System), sono degli articoli, di vario tipo, che imitano la forma e la funzione delle sigarette però senza la combustione del tabacco e, quindi, senza tutte quelle sostanze tossiche, tipiche delle sigarette normali (catrame, monossido di carbonio ecc.), responsabili del tumore del polmone e della bronchite cronica.
All’interno dell’involucro, del tutto simile ad una sigaretta, si trovano una batteria ricaricabile, un contenitore di liquido e un erogatore. Dopo aver premuto un pulsante, o automaticamente quando si aspira, la batteria attiva l’erogatore che vaporizza il liquido del contenitore che viene aspirato dal fumatore. La punta della sigaretta si accende e imita la brace.

Nel contenitore ci può essere la nicotina, a dosaggi differenti, e altre sostanze aromatiche che migliorano il sapore.
In commercio si trovano, nei negozi o su internet, numerosi prodotti alcuni con nicotina a diversi dosaggi, altri senza nicotina. Ci possono essere aromi con diversi sapori per andare incontro al gusto degli utilizzatori, e altre sostanze come glicerolo, glicerina, glicole propilenico, acqua e, addirittura vitamine.
Il contenitore può essere monouso oppure ricaricabile.

Quali sono i problemi correlati all’utilizzo di questi prodotti? Vediamoli in sintesi:

  1. La pubblicità. Sono pubblicizzate come innocue, perché non contengono le sostanze tossiche prodotte dalla combustione del tabacco, e le sostanze erogate sono normalmente utilizzate negli alimenti. Sono indicate come ausilio per smettere di fumare, soprattutto quelle contenenti nicotina, perché riducono i sintomi da astinenza ed evitano i danni del fumo passivo, perché emettono solo vapore.
  2. Le istituzioni sanitarie fanno osservare che:
    1. non esistono ancora prove sicure sulla loro innocuità,
    2. non sono sempre dichiarate le sostanze contenute e la loro quantità,
    3. se sono veramente utili per smettere di fumare dovrebbero essere commercializzate come presidi sanitari
    4. possono invogliare chi ha smesso di fumare a ricominciare con le sigarette normali oppure iniziare al fumo i giovani. Il rischio è notevole per la facilità di reperire questi prodotti su internet,
    5. La nicotina può costituire un pericolo soprattutto per giovani, perché è facile superare la soglia di tossicità.
  3. Legislazione. Non esiste, ed è auspicata, una legislazione europea che regoli la produzione e la vendita delle ENDS.
  4. Situazione negli altri paesi.
    1. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità non esistono prove scientifiche sufficienti che dimostrino l’innocuità e l’efficacia come metodo per smettere di fumare.
    2. Negli USA la FDA ritiene di assimilare questi prodotti a quelli del tabacco e, se commercializzati per smettere di fumare, devono essere considerati come farmaci o presidi sanitari. In attesa di una legge federale in molti stati sono vietati ai minori.
    3. Nella UE alcuni paesi (Belgio, Danimarca, Estonia, Germania, Ungheria, Austria, Slovenia, Finlandia, Portogallo e Svezia) le gestiscono come prodotti farmaceutici. In Francia sono regolamentate solo se utilizzate a scopo terapeutico per smettere di fumare, mentre in Gran Bretagna e in Lettonia sono in via di regolamentazione.
    4. In altri paesi come Australia, Canada, Norvegia, Brasile, Cina Tailandia, Uruguay, Singapore e Turchia sono vietate in attesa di una valutazione definitiva.
    5. In mancanza di una legge specifica, in Italia la sigaretta elettronica è considerata, a livello legale, come una cartuccia contenente una miscela di sostanze e soggetta alla direttiva 2001/95 CE sulla sicurezza generale dei prodotti, alla direttiva 1999/45 CE e al regolamento (CE) N.1272/2008 su classificazione, etichettatura e imballaggio di prodotti, sostanze e miscele pericolose.
    6. La nicotina, attualmente non soggetta a divieti o limitazioni, si trova in quantità variabili in questi dispositivi, e può diventare pericolosa, non solo per chi non ha mai fumato, ma anche per accaniti fumatori, causando malori, nausea, vomito, disturbi cardiocircolatori e assuefazione. Per questi motivi, in Italia, quelle contenenti nicotina sono vietate ai minori. (Ordinanza del Ministero della Salute del 4 agosto 2011 rinnovata il 28 settembre 2012

In conclusione, in mancanza di studi che dimostrano l’innocuità o la pericolosità delle sigarette elettroniche e di una legge che ne regola la produzione e la vendita, occorre prestare molta attenzione nell’uso di questi prodotti, non lasciarsi ingannare dalla pubblicità e non abusarne.

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